Il 2026 porta con sé una serie di novità importanti sul fronte delle agevolazioni fiscali per i figli a carico. Tra limiti di età ridefiniti, detrazioni potenziate per i redditi più bassi e tagli progressivi per chi guadagna di più, il quadro cambia in modo significativo. Capire cosa spetta davvero — e a chi — è diventato più importante che mai, soprattutto in vista delle scadenze del modello 730 2026.
Bonus Figli 2026: chi può usufruire delle detrazioni fiscali per figli a carico
La prima cosa da sapere riguarda il limite di età per i figli fiscalmente a carico. Dal 2026, i figli rientrano nel perimetro delle detrazioni fino ai 30 anni di età. Superata questa soglia, il diritto alla detrazione decade, con una sola eccezione: la disabilità certificata, caso in cui l’agevolazione continua ad essere riconosciuta indipendentemente dall’età. Per i figli tra i 21 e i 30 anni, il beneficio spetta a prescindere dal legame giuridico formale con il contribuente. Chi invece ha avuto figli nel corso del 2025 dovrà ricordarsi di aggiornare la propria dichiarazione 730 per includere i nuovi carichi familiari e non perdere quanto spetta.
Detrazioni fiscali 2026 per redditi bassi: fino a 1.955 euro per i lavoratori dipendenti
Sul fronte dei redditi più contenuti, le agevolazioni fiscali 2026 si fanno più generose. I lavoratori dipendenti che non superano i 15.000 euro annui possono contare su una detrazione fino a 1.955 euro. Non si tratta di una cifra simbolica: è un intervento concreto a sostegno delle famiglie con figli che si trovano nelle fasce economicamente più vulnerabili. Una scelta politica chiara, che premia chi ha meno e punta a ridurre il peso fiscale sulle spalle di chi già fatica ad arrivare a fine mese.
Taglio delle detrazioni per redditi sopra 75.000 euro: come funziona il nuovo sistema
Chi guadagna di più, invece, si trova davanti a un sistema di limitazione progressiva delle detrazioni. A partire dalla soglia dei 75.000 euro di reddito annuo, i benefici vengono ridotti attraverso coefficienti applicati a un importo base che si abbassa all’aumentare del reddito. Per i redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base su cui si calcolano le agevolazioni scende a 14.000 euro. Per chi supera i 100.000 euro, si scende ulteriormente a 8.000 euro. In entrambi i casi, la misura finale viene comunque adattata alla composizione del nucleo familiare: il numero di figli fiscalmente a carico incide sul calcolo complessivo, introducendo almeno una parziale tutela per le famiglie numerose anche nelle fasce di reddito più alte.
Spese escluse dal taglio e defiscalizzazione: cosa resta intatto nel 2026
Non tutte le detrazioni finiscono nel mirino dei tagli. Alcune spese restano espressamente escluse dalla limitazione, a partire dagli investimenti in start-up innovative, considerati strategici per lo sviluppo economico del Paese. Anche certi oneri legati ai bonus edilizi mantengono la loro protezione. Sul fronte della defiscalizzazione, il triennio 2025-2027 prevede due soglie distinte: 1.000 euro per i lavoratori senza figli e 2.000 euro per chi ha figli a carico. Una differenza che non è solo numerica, ma riflette la volontà di incentivare concretamente la genitorialità anche attraverso lo strumento fiscale.
Scadenze modello 730 2026: le date da segnare sul calendario
Per non perdere nemmeno un euro di quanto spetta, è fondamentale rispettare le scadenze del modello 730 precompilato 2026. Il calendario da tenere a mente è il seguente:
- 30 aprile 2026: la dichiarazione precompilata sarà disponibile per la visualizzazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate
- 20 maggio 2026: scatta la piena operatività, con la possibilità di accettare o modificare quanto precompilato
- 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio del modello
Chi ha avuto variazioni nel nucleo familiare — nuovi figli, figli che hanno compiuto 30 anni, o situazioni di disabilità da certificare — farà bene a non rimandare. Il 730 precompilato 2026 potrebbe non rispecchiare automaticamente tutti i cambiamenti, e una verifica attenta può fare la differenza tra una dichiarazione corretta e un’agevolazione persa.
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