Se hai un’auto storica, un veicolo a GPL o un’ibrida, probabilmente stai pagando il bollo più del dovuto. In Italia esistono esenzioni e riduzioni significative sulla tassa di possesso del veicolo che molti automobilisti ignorano o non sanno come richiedere. Regole che, aggiornate al 2026, restano stabili ma variano enormemente da regione a regione — e la differenza, in alcuni casi, è tra pagare tutto e non pagare nulla.
Bollo Auto 2026: chi ha diritto all’esenzione e perché non tutti lo sanno
Il punto di partenza è capire che non esiste un’esenzione totale e universale sul bollo auto valida per tutti gli italiani. Il sistema si articola per categorie di veicolo, tipo di alimentazione, regione di residenza e — soprattutto — certificazioni storiche come il CRS (Certificato di Rilevanza Storica) e l’iscrizione all’ASI (Automotoclub Storico Italiano). Chi possiede un veicolo con queste certificazioni può accedere a riduzioni fino al 75% o addirittura all’esenzione completa, a seconda di dove vive. In Veneto, ad esempio, un’auto con ASI e CRS ottiene una riduzione del 75% sul bollo. In altre regioni, lo stesso veicolo potrebbe essere completamente esente. Stessa macchina, stesso documento, tasse diverse: benvenuti nel federalismo fiscale italiano.
Auto Storiche con CRS e ASI: come funziona la riduzione del bollo
Per accedere ai benefici legati alle auto storiche, il veicolo deve avere almeno 20 anni di età e possedere una certificazione valida. Il CRS si ottiene tramite i club storici affiliati, con un costo che si aggira tra i 200 e i 400 euro e ha validità quadriennale. Una volta in possesso del certificato, il proprietario deve presentare domanda all’ACI o all’Agenzia delle Entrate della propria regione, allegando il certificato, il libretto di circolazione e la documentazione di residenza. Il risparmio concreto? Si parla di 100-300 euro annui rispetto al bollo pieno, a seconda della potenza del veicolo e della regione. Non male per una pratica burocratica che molti rimandano o ignorano del tutto.
Veicoli Elettrici, Ibridi e GPL: le agevolazioni sul bollo che cambiano regione per regione
Sul fronte delle alimentazioni alternative, il quadro normativo è più uniforme ma non privo di eccezioni. Le auto elettriche godono di esenzione totale per i primi 5 anni dalla prima immatricolazione, confermata anche per il 2026. Nei successivi 5 anni, la riduzione scende al 75%. Dopo il decimo anno, le regole tornano a essere regionali. Per le ibride, i benefici sono analoghi ma con qualche variazione locale. Il GPL è invece il territorio più frammentato: regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto prevedono riduzioni fino al 75% per conversioni certificate, mentre altrove le agevolazioni si riducono o scompaiono. Chi ha una vettura a metano si trova in una situazione simile. Vale la pena verificare con attenzione la normativa della propria regione prima di dare per scontato di non avere diritto a nulla.
Esenzione Bollo per Disabili e Veicoli Adattati: cosa prevede la legge
Un capitolo a parte riguarda i veicoli adattati per persone con disabilità. In questo caso, la normativa nazionale prevede l’esenzione totale dal bollo, senza distinzione regionale, per auto fino a 2.600 cc di cilindrata (benzina e diesel) o fino a 150 kW di potenza per i veicoli a trazione elettrica. L’esenzione è prorogabile e si applica sia al veicolo intestato al disabile sia a quello intestato al familiare che lo utilizza per il trasporto. È una delle poche esenzioni davvero universali nel panorama italiano.
Come Richiedere l’Esenzione Bollo Auto: la procedura da seguire nel 2026
Ottenere l’esenzione o la riduzione non è complicato, ma richiede ordine. Il primo passo è verificare l’effettivo diritto all’agevolazione tramite il sito ufficiale dell’ACI, inserendo la targa del veicolo e la regione di residenza. Questo strumento restituisce in pochi secondi la situazione aggiornata. Una volta accertato il beneficio, si procede con la certificazione — nel caso delle auto storiche — o con la semplice richiesta documentata all’ufficio competente.
- Certificazione ASI/CRS: iscrizione tramite club storici, costo 200-400€, validità 4 anni
- Domanda: da presentare all’ACI o Agenzia delle Entrate regionale con libretto, certificato e residenza
- Pagamento ridotto: da effettuare entro le scadenze ordinarie (generalmente entro fine anno)
- Rinnovo: monitorare la scadenza della certificazione per non perdere il beneficio
Le regole per il 2026 non hanno subito stravolgimenti rispetto agli anni precedenti. La stabilità normativa è una buona notizia, ma non deve diventare un alibi per non aggiornarsi: alcune regioni stanno affinando i criteri, e chi non controlla rischia di pagare più del dovuto. Il consiglio è semplice: verificare sempre, non dare nulla per scontato.
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