L’assegno di vedovanza INPS è una delle misure previdenziali meno conosciute ma più importanti per chi perde il coniuge. Non si tratta di un diritto automatico: bisogna fare domanda, dimostrare i requisiti e — in molti casi — rispettare precisi limiti di reddito. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, le regole sono cambiate in punti chiave. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Cos’è l’assegno di vedovanza e chi può richiederlo nel 2026
L’assegno al coniuge superstite è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore di chi ha perso il marito o la moglie, a condizione che il defunto avesse maturato il diritto a una pensione di vecchiaia, invalidità o superstiti — anche se non ancora liquidata al momento del decesso. Si applica ai decessi avvenuti dopo il 31 dicembre 1995: per quelli precedenti, la normativa prevede invece la classica pensione di reversibilità.
La platea dei beneficiari è più ampia di quanto si pensi. Oltre ai vedovi non separati, possono accedervi anche i coniugi separati — con o senza addebito — e persino gli ex coniugi divorziati, purché percepissero un assegno di mantenimento dal defunto e non si siano risposati né convivano stabilmente con un altro partner. Per i vedovi con meno di 65 anni, è richiesto almeno un quinquennio di matrimonio oppure 15 anni di contribuzione versata dal coniuge deceduto.
Requisiti reddituali e novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026
Il nodo centrale dell’assegno di vedovanza è il limite di reddito personale, fissato nel 2026 a 20.000 euro annui — soglia rivalutata del 2,1% rispetto all’anno precedente in base all’indice ISTAT FOI. Questo tetto si applica ai coniugi separati e agli ex divorziati, mentre i vedovi non separati non devono rispettare alcun vincolo reddituale.
La novità più rilevante introdotta dalla Legge n. 187/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026, riguarda i nuclei monoparentali: le famiglie con figli minori a carico sono esentate dal tetto di reddito, una misura che allarga sensibilmente la platea degli aventi diritto. Confermata anche l’esenzione ISEE per le famiglie con componenti disabili.
Importi dell’assegno di vedovanza INPS: quanto si percepisce al mese
L’importo mensile lordo dipende da due variabili principali: l’età del superstite e il suo livello di reddito. Chi ha almeno 65 anni o presenta un’invalidità pari o superiore al 74% riceve il 100% della pensione del defunto; negli altri casi la quota scende al 60%. Su questa base vengono poi applicati dei massimali mensili differenziati per fascia reddituale.
Per redditi fino a 10.882 euro annui, l’importo massimo lordo mensile nel 2026 è di 1.007,96 euro. Tra 10.882 e 21.765 euro scende a 756,47 euro mensili, mentre tra 21.765 e 32.648 euro si attesta a 504,98 euro. Oltre questa soglia, il diritto decade completamente. Al netto di IRPEF e contributi, la maggior parte dei beneficiari percepisce tra i 750 e i 950 euro al mese. L’assegno è compatibile con redditi da lavoro o pensioni estere, ma non è cumulabile con la pensione di reversibilità.
Come fare domanda all’INPS: procedura, documenti e tempi
La domanda si presenta esclusivamente attraverso canali digitali o assistiti. Il metodo più diretto è il portale MyINPS, accessibile con SPID di livello 2, CIE o CNS, nella sezione dedicata alle pensioni ai superstiti. In alternativa, ci si può rivolgere gratuitamente a un patronato — ACLI, CGIL, CISL e altri — che gestisce l’intera pratica senza costi per il cittadino.
I documenti indispensabili sono il certificato di morte, l’estratto dell’atto di matrimonio o di divorzio, il modello OBIS per il calcolo della pensione e, nei casi soggetti a limiti reddituali, la dichiarazione dei redditi o il modello ISEE. La domanda può essere presentata entro 10 anni dal decesso e l’INPS è tenuto a liquidare la prestazione entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione completa.
Durata, revoca e casi particolari da conoscere
L’assegno è teoricamente vitalizia, ma può essere revocato in qualsiasi momento in presenza di alcune condizioni: un nuovo matrimonio, una convivenza stabile accertata tramite l’Anagrafe Nazionale, oppure il superamento dei limiti di reddito verificato annualmente in fase di dichiarazione fiscale. Il ricalcolo avviene in automatico ogni anno sulla base dei redditi dichiarati.
Esistono poi situazioni particolari che meritano attenzione. In presenza di figli minori o invalidi, l’assegno viene maggiorato del 20% fino al compimento dei 21 anni o al raggiungimento dell’indipendenza economica. Quando i superstiti aventi diritto sono più di uno — come nel caso di una separazione con figli — il totale viene ripartito proporzionalmente tra gli aventi diritto. Per chi ha un coniuge defunto pensionato all’estero, è necessario verificare le convenzioni bilaterali UE e presentare domanda tramite la Gestione Italiani all’Estero dell’INPS.
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