Il bollo auto è una di quelle tasse che gli italiani pagano quasi per inerzia, senza sapere che in molti casi potrebbero evitarla del tutto — o ridurla in modo significativo. Eppure le esenzioni bollo auto esistono, sono regolate da norme nazionali precise e, in alcuni casi, ampliate dalle singole regioni. Conoscerle può fare la differenza tra un pagamento inutile e un risparmio concreto.
Chi ha diritto all’esenzione bollo auto: disabili, storici ed elettrici
Le categorie che possono beneficiare di una esenzione totale dalla tassa automobilistica sono più numerose di quanto si pensi. I veicoli intestati a persone con disabilità grave sono esenti al 100%, a condizione che l’auto sia dotata degli adattamenti previsti dalla legge o che il proprietario sia titolare di certificazione di handicap grave. L’esenzione si applica in genere fino a quattro veicoli per persona e ha durata illimitata.
Discorso diverso, ma ugualmente vantaggioso, per i veicoli storici con più di trent’anni di anzianità. In questo caso non si parla di esenzione totale, ma di una tassa fissa ridotta — solitamente tra i 20 e i 50 euro annui a seconda della regione — in sostituzione del normale bollo. È però necessario essere in possesso del certificato ASI o del Registro Storico Italiano. Una condizione accessibile, ma che richiede di fare i passi giusti in anticipo.
Sul fronte auto elettriche e ibride plug-in, la normativa nazionale (Legge 160/2019) prevede l’esenzione completa per i primi cinque anni dalla prima immatricolazione. Nei cinque anni successivi, la riduzione scende al 75% dell’importo ordinario. Alcune regioni, come Lombardia e Lazio, hanno scelto di estendere ulteriormente questi benefici, rendendo l’esenzione ancora più conveniente per chi ha già fatto il salto verso la mobilità elettrica.
Esenzione bollo auto per uso agricolo, forze dell’ordine e anziani
Esistono poi categorie meno note ma altrettanto legittime. I veicoli immatricolati per uso agricolo o forestale — con targhe speciali di tipo FPG — sono permanentemente esenti. Lo stesso vale per i mezzi delle forze armate, della polizia e dei vigili del fuoco, esclusi per definizione dall’ambito di applicazione della tassa.
Più interessante, e spesso ignorata, è la possibilità offerta da alcune regioni agli anziani over 75 con reddito basso. Il Piemonte, ad esempio, prevede esenzioni parziali per questa fascia di popolazione. Non è una norma nazionale, quindi vale la pena verificare cosa prevede la propria regione di residenza prima di dare per scontato di dover pagare l’intero importo.
Riduzione bollo auto del 15% con domiciliazione bancaria in Lombardia
Chi abita in Lombardia ha accesso a un’agevolazione che tecnicamente non è un’esenzione, ma nella pratica si traduce in un risparmio tangibile: la riduzione del 15% per domiciliazione bancaria. Attivando l’addebito diretto su conto corrente, il bollo viene scalato automaticamente con una commissione ridotta a un solo euro. L’agevolazione si rinnova in automatico ogni anno salvo revoca, ed è accessibile a residenti, proprietari, locatari e cointestatari (con priorità al primo intestatario).
Possono accedervi anche le persone giuridiche, fino a cinquanta veicoli con riduzione piena; sopra quella soglia, la riduzione scende al 10%. Sono invece esclusi i veicoli ultratrentennali e quelli soggetti al cosiddetto superbollo, che rimane un tributo erariale separato e non domiciliabile. Per attivare la domiciliazione è necessario inviare il mandato entro la fine del mese precedente alla scadenza del pagamento.
Come richiedere l’esenzione bollo auto: documenti e portali utili
- Carta di circolazione e visura PRA del veicolo
- Certificato di invalidità o disabilità rilasciato dall’ASL o dalla commissione medica competente
- Certificato ASI o Registro Storico per i veicoli d’epoca
- Accesso all’area personale della propria regione o al portale ACI per simulazioni e domande di esenzione
Il pagamento, quando dovuto, può avvenire tramite F24, PagoPA o nelle tabaccherie abilitate. Prima di procedere, però, vale sempre la pena fare una verifica sul sito della propria regione: le norme locali possono ampliare significativamente quanto previsto a livello nazionale, e ignorarle significa spesso pagare di più del necessario.
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