Hai più di 65 anni? Potresti non pagare la TARI e nemmeno saperlo

Se hai più di 65 anni e stai pagando la TARI per intero, è possibile che tu stia lasciando soldi sul tavolo. In Italia non esiste un’esenzione nazionale automatica per gli anziani, ma circa 2.800 Comuni su 7.900 offrono riduzioni o esenzioni TARI per over 65, spesso consistenti e poco pubblicizzate. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e le nuove regole ARERA, il quadro delle agevolazioni si è allargato in modo significativo.

TARI over 65: cosa prevede la legge nel 2026

La TARI è disciplinata dalla L. 147/2013 e successive modifiche, ma sono i singoli Comuni a decidere se e come agevolare le fasce deboli. Dal 1° gennaio 2026, però, ARERA ha introdotto un’importante novità: il bonus sociale TARI diventa automatico per tutti gli over 75 con ISEE fino a 15.000 euro. Nessuna domanda, nessuno sportello: è l’INPS a comunicare direttamente al Comune i dati del beneficiario. Si stima che saranno circa 1,2 milioni le famiglie a beneficiarne nel corso del 2026, con una copertura fino al 100% della quota variabile della tassa.

Per chi ha tra i 65 e i 74 anni, invece, le agevolazioni restano legate alle delibere comunali. Il criterio più diffuso è la combinazione tra nucleo monopersonale e ISEE basso, generalmente sotto gli 8.000-9.000 euro annui. In molti casi la riduzione arriva al 70-80%, in altri al 100% per chi ha pensioni molto contenute o vive in alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Esenzione TARI anziani: come funziona nelle grandi città italiane

Le differenze tra Comune e Comune sono notevoli. A Roma, la Deliberazione di Giunta del 2026 prevede l’esenzione totale per gli over 70 soli con ISEE fino a 8.500 euro, e una riduzione del 70% per i monopersonali over 65. A Milano si applica il bonus ARERA per gli over 75 e uno sconto del 50% per chi ha più di 65 anni e un ISEE sotto i 7.500 euro. Napoli azzera la tassa per gli over 80 e taglia dell’80% per i monopersonali over 65 con ISEE sotto i 6.900 euro, con delibera prorogata fino al 2027. Bologna garantisce l’esenzione completa per gli over 75 e il 60% di sconto per gli over 65 con ISEE fino a 8.000 euro, estendendo il beneficio anche ai caregiver anziani. Nel Sud, le soglie di reddito sono spesso più basse ma le riduzioni più generose: a Salerno, ad esempio, chi ha più di 65 anni e un ISEE sotto i 5.000 euro non paga nulla.

Come richiedere l’agevolazione TARI: la procedura passo per passo

Il primo passo è sempre verificare il regolamento TARI 2026 del proprio Comune, disponibile sul sito istituzionale nella sezione Tributi. Non basta sapere che esiste un’agevolazione: bisogna controllare la soglia ISEE applicata localmente, la scadenza per presentare la domanda (di solito 30 giugno o 31 dicembre) e i documenti richiesti.

Il secondo passaggio è l’ISEE 2026, che si ottiene gratuitamente tramite il sito INPS o attraverso un CAF. Vale fino al 28 febbraio 2027. Una volta in mano la certificazione, si può presentare la domanda online sul portale comunale, tramite l’app della società di gestione rifiuti locale oppure rivolgendosi a un patronato, senza alcun costo.

  • Verifica il regolamento TARI 2026 sul sito del tuo Comune, sezione Tributi
  • Calcola l’ISEE 2026 gratuitamente tramite INPS o CAF
  • Presenta la domanda online, allo sportello o tramite patronato entro le scadenze locali
  • Se sei over 75 con ISEE ≤15.000€, il bonus ARERA è automatico: non devi fare nulla
  • In caso di diniego, hai 60 giorni per ricorrere alla Commissione Tributaria Comunale

Risparmio TARI per pensionati: quanto si può recuperare

Il risparmio medio per chi ottiene l’agevolazione oscilla tra i 150 e i 300 euro all’anno, ma in alcune città con tariffe più alte può superare i 400 euro. Secondo i dati ISTAT 2025, i potenziali beneficiari over 65 in Italia sono circa 4,5 milioni, ma molti non fanno domanda per mancanza di informazioni. Associazioni come AUSER e SPI-CGIL offrono assistenza gratuita per orientarsi tra pratiche e scadenze. Un consiglio pratico: anche in attesa dell’esenzione, conviene pagare gli acconti regolarmente e richiedere poi il conguaglio, per evitare sanzioni e interessi.

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