Quel documento del dentista che hai buttato vale 165 euro nel tuo 730 2026

Se ogni anno ti dimentichi di recuperare qualcosa dalla dichiarazione dei redditi, le spese dentistiche detraibili sono probabilmente in cima alla lista dei rimpianti. Eppure le regole sono chiare e il risparmio concreto: con il Modello 730/2026 puoi portare in detrazione il 19% delle spese odontoiatriche sostenute nel 2025, a patto di avere i documenti giusti e superare la soglia minima prevista.

Spese dentistiche detraibili 730/2026: come funziona il 19%

Le spese dentistiche rientrano a pieno titolo nelle spese mediche detraibili previste dall’articolo 15 del TUIR. La detrazione è pari al 19% calcolato sull’importo che eccede la franchigia di 129,11 euro per contribuente, riferita all’intero anno fiscale. Non si tratta di un bonus separato, ma di una componente del più ampio paniere delle spese sanitarie, senza un tetto massimo specifico per la categoria odontoiatrica.

Facciamo un esempio concreto: se nel 2025 hai speso 1.000 euro dal dentista, la base imponibile per la detrazione sarà di 870,89 euro (cioè 1.000 meno 129,11). Il risparmio fiscale effettivo sarà di circa 165 euro. Non una cifra astronomica, ma abbastanza per non lasciarsela sfuggire.

Quali cure odontoiatriche si possono detrarre e quali no

Non tutte le prestazioni dello studio dentistico danno diritto alla detrazione. Rientrano tra le spese ammesse le cure odontoiatriche ordinarie come otturazioni, estrazioni e devitalizzazioni, ma anche interventi più costosi come protesi dentarie, impianti e trattamenti ortodontici, purché abbiano una finalità terapeutica e siano correttamente fatturati. Le protesi dentarie in particolare sono detraibili al 19% se prescritte o documentate come prestazioni mediche.

Discorso diverso per gli interventi estetici puri: lo sbiancamento dentale, per esempio, non è detraibile se non è associato a una diagnosi clinica. Anche i rimborsi da polizze assicurative sanitarie incidono sul calcolo: se parte delle spese è stata coperta da un’assicurazione, la quota rimborsata non può essere portata in detrazione.

Pagamenti tracciabili e scontrini parlanti: i documenti da conservare

Dal 2020 è obbligatorio che le spese sanitarie detraibili vengano pagate con strumenti tracciabili: bonifico bancario, carta di credito o debito, assegno. Il contante, anche per pochi euro, esclude automaticamente la spesa dalla detrazione. Questo è uno degli errori più comuni e più costosi.

Altrettanto importante è la documentazione. Le fatture o gli scontrini fiscali “parlanti” devono riportare il codice fiscale del paziente, la natura della prestazione e la data. Se il dentista trasmette i dati al Sistema Tessera Sanitaria, è possibile che la spesa compaia già nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate, ma verificare sempre che i dati siano corretti rimane una buona abitudine.

Nel caso del bonifico, la causale deve essere esplicita: qualcosa come “Pagamento spese sanitarie detraibili ex art. 15 TUIR” seguito dal nome del professionista e dalla descrizione della prestazione è la formula più sicura.

Dove inserire le spese dentistiche nel Modello 730/2026

Dal punto di vista compilativo, le spese dentistiche vanno inserite nel Quadro E del Modello 730/2026, specificamente nei righi E8-E10 dedicati alle spese sanitarie. Non esiste una sezione separata per l’odontoiatria: tutto confluisce nel totale delle spese mediche, e la franchigia di 129,11 euro si applica una volta sola sull’intero importo aggregato.

  • Cure odontoiatriche e ortodontiche: detraibili al 19%, rigo E8
  • Protesi dentarie: detraibili al 19%, stessa sezione spese mediche
  • Sbiancamento estetico puro: non detraibile
  • Spese rimborsate da assicurazione: da sottrarre prima del calcolo

Spese dentistiche per familiari a carico: cosa cambia

Se le spese dentistiche riguardano un familiare fiscalmente a carico, come un figlio minore o un coniuge senza reddito, è il contribuente che le ha sostenute a poterle detrarre. La franchigia rimane unica per contribuente e si cumula con le proprie spese mediche. Esiste un caso particolare per i familiari disabili, per i quali la franchigia non si applica su determinate tipologie di spesa: vale la pena approfondire con il proprio CAF o consulente fiscale.

In sintesi, le spese dal dentista sono tra le detrazioni fiscali più accessibili e sottovalutate del panorama tributario italiano. Con la documentazione corretta e i pagamenti tracciati, recuperare una parte di quanto speso per la salute orale è un’operazione semplice che vale il tempo di farla bene.

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